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	<title>Salentotime &#187; Località</title>
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	<description>a Slow Tour</description>
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		<title>Gallipoli</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Dec 2008 16:43:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8221;  L &#8216;acqua non entra in Gallipoli: i bastioni non lo permettono. Resta Gallipoli, una città di terra dentro il mare, avventurata sul mare&#8230;.&#8221; C. Brandi Un storia affascinante, messapica, magno greca, romana e bizantina, un mare di cristallo che le fa meritare l&#8217;appellativo di perla dello Ionio, e colori e odori di una quotidianità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8221;  L &#8216;acqua non entra in Gallipoli: i bastioni non lo permettono.<br />
Resta Gallipoli, una città di terra dentro il mare,<br />
avventurata sul mare&#8230;.&#8221;</em></p>
<p>C. Brandi</p>
<p>Un storia affascinante, messapica, magno greca, romana e bizantina, un mare di cristallo che le fa meritare l&#8217;appellativo di perla dello Ionio, e colori e odori di una quotidianità senza tempo.</p>
<p>Questa è Gallipoli, dal greco kalè polis, città  bella protesa sul mare e formata da due entità distinte: il borgo nuovo e la &#8220;città vecchia&#8221; che  si estende  su di un&#8217;isola calcarea  collegata alla<br />
terraferma da un ponte seicentesco in muratura.</p>
<p>La città vecchia eredita l&#8217;originaria configurazione urbana dai Saraceni di provenienza africana a fede islamica e assume caratteristiche di straordinario interesse agli occhi del visitatore<br />
per il continuo sovrapporsi di strutture edilizie di epoche e matrici culturali differenti. Interamente  circondata da una cinta bastionata e con il Castello Aragonese  posizionato al suo ingresso per proteggerne l&#8217;accesso  è un labirinto di vicoli, vicoletti e strade tortuose  dove alle  le tipiche case &#8220;a corte&#8221; di tufo calcinato, costruite le une addosso alle altre nella ristrettezza della superficie dell&#8217;isolotto, si affiancano palazzi di età barocca di grande valore storico.</p>
<p>Nel cuore della città è inoltre  possibile ammirare la solenne  cattedrale dedicata a sant&#8217;Agata con una facciata barocca in carparo.<br />
Le chiese sono state edificate per lo più vicino al mare e spesso in posizione tale da avere una funzione di avvistamento , a guardia del paese.</p>
<p>Gallipoli è antica città di pescatori e marinai ed ha un attività  peschereccia molo nutrita. Una flottiglia di unità staziona sul molo davanti al castello e al mercato del pesce, l&#8217;unico mercato ittico della provincia di Lecce, è possibile acquistare il pesce appena scaricato dalle barche e fare colazione con ricci e pane.</p>
<p>Gallipoli è ormai diventata  località turistica ambita nel Salento, con le sue splendide spiagge, il mare limpido e incontaminato, le strutture turistiche in cui si preparano squisiti piatti tradizionali a base di pesce e non, e i tantissimi locali notturni&#8230;</p>
<p>La costa è caratterizzata da un litorale basso e prevalentemente sabbioso che si chiude a Sud con Punta Pizzo ed a Nord con Lido S. Giovanni che racchiude una splendida baia con un arenile sicuramente tra i più belli del Salento, la Punta della Suina. Particolare interesse naturalistico suscita questa zona all&#8217;interno del Parco di Punta Pizzo, caratterizzato da ampie distese di macchia mediterranea alternati con grandi pinete di pini d&#8217;aleppo  Gallipoli  non è solo una delle mete estive più desiderate del nostro Bel Paese, è anche una città ricca di cultura e tradizioni, che si ripetono di anno in anno in questa splendida città.</p>
<p>Un evento davvero importante a cui non mancare è il Carnevale di Gallipoli; insieme a quello di Putignano sono i due più importanti della Puglia.</p>
<p>La tradizione carnacialesca della città è antichissima. Da sempre infatti il popolo gallipolino pratica  e vive  con esuberante teatralità e con grande partecipazione questa forma di espressività popolare e di euforia tra paganesimo e religiosità popolare.<br />
Le strade a carnevale  si riempiono di maschere, coriandoli,  di grandi carri allegorici realizzati in cartapesta da abili artigiani e gruppi mascherati  che sfilano sulla via principale del borgo nuovo diffondendo allegria e gioia alle migliaia di persone che attendono il loro passaggio ai bordi della strada.</p>
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		<title>Santa Maria di Leuca</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Dec 2008 17:45:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;&#8230; e tornerà il bianco per un attimo a brillare della calce, regina arsa e concreta&#8230;&#8221; Finibusterrae &#8211; V. Bodini Tra distese a perdita d’occhio di terra rossa e lo sguardo vigile di ulivi millenari, ecco scorgere Santa Maria di Leuca, dove da sempre si crede che il Mare Adriatico e il Mar Ionio si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;&#8230; e tornerà il bianco per un attimo a brillare<br />
della calce, regina arsa e concreta&#8230;&#8221;</em></p>
<p>Finibusterrae &#8211; V. Bodini</p>
<p>Tra distese a perdita d’occhio di terra rossa e lo sguardo vigile di ulivi millenari, ecco scorgere Santa Maria di Leuca, dove da sempre si crede che il Mare Adriatico e il Mar Ionio si incontrano, l’ultimo lembo d’Italia.</p>
<p>De finibus terrae la chiamavano, infatti, gli antichi Romani.</p>
<p>La leggenda narra che qui viveva “Leucasia”, una sirena che incantava i naviganti di passaggio con le sue struggenti canzoni d’amore. E sempre secondo la leggenda, Enea approdò sulle coste leucane e San Pietro cominciò da qui la sua opera di evangelizzazione. Un luogo, quindi, affascinante, ricco di storia, torri, colombaie, menhir, grotte, ville che hanno contribuito a far crescere la notorietà di questo angolo di paradiso.<br />
Eclettiche, infatti, le ville di Leuca dai grandi giardini, costruite nell’Ottocento per i soggiorni estivi dell’alta borghesia e della nobiltà: Villa Episcopo, La Meridiana, Villa Daniele, Villa Mellacqua, Villa De Francesco-Licci. Alcune possedevano a ridosso del mare delle piccole costruzioni, chiamate bagnarole, dove le donne si cambiavano e dall’interno sbucavano direttamente in acqua lontano da sguardi indiscreti.</p>
<p>Una scalinata di 284 gradini collega il porto al santuario della Madonna De Finibus Terrae facendo da cornice all&#8217;Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia direttamente in mare. Su tutta la costa leucana svetta il grande faro bianco, alto 48.60 metri dalla base e 102 dal livello del mare, con i suoi tre fasci di luce bianca visibili fino a 25 miglia fuori dalla costa.</p>
<p>Il 14 febbraio del 2004, presso una delle ville più belle di Leuca, si è tenuta una grande cerimonia per la costituzione del “Principato di Leuca” costituito dalla Casa Imperiale e Reale di Svevia del Principe Paolo Francesco I Barbaccia degli Hohenstaufen col patrocinio del comune di Castrignano del Capo. Si tratta di un progetto creato sulla base di un nesso storico. Sulla bandiera del Principato è presente lo stemma dei Teutonici; gli stessi, infatti, insieme a Federico II e Re Manfredi sono stati protagonisti della sotria di Puglia  Il progetto prevede proprio la realizzazione di un tragitto territoriale dei Teutonici partendo da Kaliningrad, città della Russia occidentale, capitale dell’Ordine teutonico, e un gemellaggio dei due fari, quello di Santa Maria di Leuca e quello di Kaliningrad.</p>
<p>Il mare cristallino, la scogliera a tratti a strapiombo e le suggestive grotte dai nomi curiosi &#8211; grotta &#8220;del Bambino&#8221;, &#8220;delle Tre Porte&#8221;, &#8220;della Stalla&#8221;, &#8220;del Drago&#8221;, &#8220;dei Giganti&#8221;, &#8220;la Cattedrale&#8221; &#8211; rendono Leuca il luogo ideale per vivere fino in fondo il mare e scoprire la bellezza unica di questi anfratti. Alcune grotte, come la Porcinara e la grotta &#8220;del Diavolo&#8221;, custodiscono importanti iscrizioni greche e latine e reperti neolitici.<br />
Due promontori abbracciano lo specchio d&#8217;acqua su cui si affaccia la &#8220;città bianca&#8221;: Punta Ristola e Punta Meliso, le ultime propaggini della penisola salentina, due giovani amanti, Aristula e Melisso, trasformati in roccia dalle ira della sirena Leucasia e costretti per l&#8217;eternità a guardarsi ma a non potersi più toccare.</p>
<p>Un&#8217;immersione nella storia, nella cultura marinaresca, nella mondanità dei suoi locali notturni, nella genuinità dei prodotti della sua terra e nelle sue acque cristalline: questo e tanto altro da scoprire!</p>
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		<title>Costa Adriatica</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 11:27:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Costa adriatica del Salento è caratterizzata da lunghi tratti sabbiosi e scogliere, a volte anche alte, che racchiudono ampie insenature sabbiose. A partire dalla zona a nord di Lecce, con le marine di Torre Chianca, Frigole e Casalabate, attraversando San Cataldo e fino a San Foca, vi sono ampie distese sabbiose. Proprio nei pressi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Costa adriatica del Salento è caratterizzata da lunghi tratti sabbiosi e scogliere, a volte anche alte, che racchiudono ampie insenature sabbiose.</p>
<p>A partire dalla zona a nord di Lecce, con le marine di Torre Chianca, Frigole e Casalabate, attraversando San Cataldo e fino a San Foca, vi sono ampie distese sabbiose. Proprio nei pressi di San Foca, nelle marine di Melendugno, la costa inizia a presentare tratti rocciosi con scogliere che si innalzano sempre più fino a Roca ed alla zona nord di Torre dell&#8217;Orso, per poi dare spazio alla grande insenatura sabbiosa di quest&#8217;ultima località.</p>
<p>Nel primo entroterra troviamo pinete e zone di macchia mediterranea.</p>
<p>Lungo la litoranea che conduce ad Otranto la costa è molto frastagliata e continua ad alternare scogliere, piccole calette e le grandi spiagge della zona dei Laghi Alimini.</p>
<p>Da Otranto in poi la conformazione cambia repentinamente; spariscono le spiagge e la costa si presenta rocciosa ed aspra, con panorami mozzafiato che ci conducaono in altre famose località balneari salentine quali Santa Cesarea Terme, Castro, Tricase ed infine Santa Maria di Leuca.</p>
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		<title>Entroterra Salentino</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 11:06:04 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Se Lecce, Gallipoli ed Otranto sono senza dubbio le mete turistiche più note del Salento, un&#8217;attenzione particolare merita tutta la zona dell&#8217;entroterra salentino con piccoli e pittoreschi paesi che si susseguono ed interrompono le grandi campagne con i loro uliveti e vigneti. E&#8217; una zona che non ci si può permettere di non visitare quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se Lecce, Gallipoli ed Otranto sono senza dubbio le mete turistiche più note del Salento, un&#8217;attenzione particolare merita tutta la zona dell&#8217;entroterra salentino con piccoli e pittoreschi paesi che si susseguono ed interrompono le grandi campagne con i loro uliveti e vigneti.</p>
<p>E&#8217; una zona che non ci si può permettere di non visitare quando si è in vacanza nel Salento sia per la tranquillità e bellezza del contatto con la natura che per il fascino dei tanti piccoli centri storici dove il tempo sembra essersi fermato.</p>
<p>Tutto ciò è racchiuso in una visita a questo territorio pianeggiante che, sopratutto per chi è già stato in vacanza nel Salento, è divenuto una meta dove trascorrere le vacanze per scoprire i lati più genuini e belli della vita di campagna e dei piccoli centri.</p>
<p>In questo entroterra salentino, tra Grecìa salentina, murge salentine, valle della cupa, fino al tacco d&#8217;Italia, abbiamo selezionato e vi proponiamo alcune tra le più belle e confortevoli residenze: masserie, Palazzi storici ed antiche dimore, pronte per accogliervi e farvi gustare sapori e colori di un Salento sconosciuto alla massa, unico!</p>
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		<title>Valle d&#8217;Itria</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 10:40:00 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Valle d&#8217;Itria è una zona della Puglia che, procedendo da sud verso nord, inizia tra Ostuni e Ceglie Messapico, comprende Martina Franca, Locorotondo e Cisternino, per finire tra Fasano ed Alberobello; il Monte Paretone è la vetta più alta e tocca i 430 metri di altezza. Molto famosa per i suoi Trulli, l&#8217;intera valle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Valle d&#8217;Itria è una zona della Puglia che, procedendo da sud verso nord, inizia tra Ostuni e Ceglie Messapico, comprende Martina Franca, Locorotondo e Cisternino, per finire tra Fasano ed Alberobello; il Monte Paretone è la vetta più alta e tocca i 430 metri di altezza.</p>
<p>Molto famosa per i suoi Trulli, l&#8217;intera valle è un vero paradiso per chi ama il mondo rurale ed il fascino di contrade e borghi antichi; inoltre è molto vicina al mare che, dall&#8217;alto, si può vedere dalla splendida città bianca di Ostuni.</p>
<p>Oltre ad i Trulli, spesso raggruppati in veri e propri agglomerati, la Valle d&#8217;Itria custodisce anche molte masserie, alcune delle quali sono state saggiamente ristruttuate e trasformate in Residenze ed Hotel di Lusso, per consentire al viaggiatore che attraversa la Puglia di sostare in questo territorio ed apprezzarne ele caratteristiche.</p>
<p>Tra le principali attrattive citiamo lo zoosafari di Fasano, le Grotte di Castellana, i Trulli di Alberobello, il carnevale di Putignano e le ceramiche di Grottaglie e Martina Franca.</p>
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		<title>Costa Jonica</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Dec 2008 10:10:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Passeggiando lungo la costa jonica salentina è possibile ammirare alcune tra le più belle spiagge del Salento e molto probabilmente d&#8217;Italia. Partendo dal nord salento, al confine tra provincia di Taranto a Lecce, e fino a Porto Cesareo sono presenti lunghissime distese sabbiose con un mare cristallino, a volte interrotte da tratti di scogliera bassa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Passeggiando lungo la costa jonica salentina è possibile ammirare alcune tra le più belle spiagge del Salento e molto probabilmente d&#8217;Italia.</p>
<p>Partendo dal nord salento, al confine tra provincia di Taranto a Lecce, e fino a Porto Cesareo sono presenti lunghissime distese sabbiose con un mare cristallino, a volte interrotte da tratti di scogliera bassa.</p>
<p>Più a sud la costa diviene rocciosa dopo la spiaggia di Sant&#8217;Isidoro e si innalza fino al Parco di Porto Selvaggio, per poi ridiscendere e rimane di scogliera bassa nelle zone di Santa Caterina e Santa Maria al Bagno, finchè non si giunge nei pressi di Gallipoli, la cittadina più importante di questo tratto costiero.</p>
<p>A Sud di Gallipoli abbiamo la &#8220;Baia Verde&#8221;, altra grande spiaggia racchiusa nell&#8217;insenatura tra Gallipoli ed il Parco di Punta Pizzo.</p>
<p>Da qui in poi, procedendo verso sud si incontrano molte altre piccole località turistiche che affacciano su una zona di scogliera bassa, finchè non si giunge a Torre San Giovanni, nelle marine di Ugento, da dove iniziano quasi 15 km. di spiaggia, lunghissima e selvaggia.</p>
<p>Quando ci si avvicina a Leuca la costa tende nuovamente a divenire rocciosa e ad innalzarsi, spariscono le spiagge e spunta un&#8217;alta scogliera che regala un panorama mozzafiato sullo Jonio, e le splendide grotte di Santa Maria di Leuca.</p>
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		<title>Lecce</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Nov 2008 10:12:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;qandu isciu lu sule te l&#8217;estate ca lu baroccu scarfa e &#8216;ndora a nchinu, ddhre petre de leccisu ricamate me le sentu &#8216;ntra le manu comu pescuetti  appena essuti de lu furnu e l&#8217; anima cuntenta ddhru mumentu me &#8216;nvita, me chiama pe sta città ca è tutta meraviglia&#8230;.&#8221; (Quando vedo il sole dell &#8216;estate [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em> &#8220;qandu isciu lu sule te l&#8217;estate<br />
ca lu baroccu scarfa e &#8216;ndora a nchinu,<br />
ddhre petre de leccisu ricamate me le sentu &#8216;ntra le manu comu pescuetti  appena essuti de lu furnu<br />
e l&#8217; anima cuntenta ddhru mumentu me &#8216;nvita, me chiama pe sta città ca è tutta meraviglia&#8230;.&#8221;</em></p>
<p>(Quando vedo il sole dell &#8216;estate<br />
che il barocco riscalda e dora tutto, quelle pietre leccesi ricamate le sento tra le mani come biscotti appena usciti dal forno<br />
e l&#8217;anima contenta in quel momento mi invita ,mi chiama, mi accompagna per questa città che è una meraviglia&#8230;)<br />
Carlo Vincenzo Greco</p>
<p>Una vera e propria esplosione di arte e cultura fanno di Lecce la prima tappa &#8220;obbligata&#8221; del percorso che porta alla scoperta del Salento.</p>
<p>La città vanta  infatti un patrimonio monumentale notevole, con testimonianze di epoca romana, medioevale e rinascimentale.</p>
<p>Ma è  l&#8217;architettura barocca, giocosa, capricciosa, esuberante ed eccessiva che predomina  su monumenti, chiese, palazzi  e caratterizza  portali e balconi del centro storico ed affascinerà il visitatore.</p>
<p>La città vecchia racchiusa tra le antiche mura reca infatti  l&#8217;impronta inconfondibile di un&#8217;epoca seicentesca che fu di grande  fermento artistico e culturale.<br />
Lecce diventa cosi in ogni angolo di strada  palcoscenico di pietra dove di volta in volta appaiono mascheroni, volute, figurazioni di santi, cariatidi,  putti e pastorali, creati dalla pietra locale calcarea, morbida  dorata e plasmabile, resa dura e ambrata solo dal tempo.</p>
<p>Protagonista indiscussa della scena barocca a Lecce è la Chiesa di Santa Croce con la sua facciata traboccante di decorazioni e il suo rosone divenuto in questi anni il simbolo più conosciuto della città. Nelle immediate vicinanze Piazza S&#8217;Oronzo, centro e cuore vitale della città e il Castello, baluardo difensivo voluto da carlo v nel XVI secolo. La Piazza prende il nome dalla statua del santo patrono della città che svetta su una colonna innalzata nel 600 come ex voto per aver protetto la città dalla peste del 1656.</p>
<p>L&#8217;Anfiteatro Romano riportato alla luce solo per circa la metà occupa  gran parte  della piazza ed è il monumento romano meglio conservato del patrimonio antico leccese.<br />
Da Piazza S.Oronzo allungandosi verso Corso Vittorio Emanuele e via Libertini si potrà godere della bellezza di Piazza Duomo, mirabile esempio di piazza chiusa, circondata dalla Cattedrale con il suo campanile, dal Palazzo del seminario e dall Episcopio.</p>
<p>In tutto il centro storico si trova una gran concentrazione di eleganti negozi e di antiche botteghe artigiane, le classiche botteghe della cartapesta e della pietra leccese, ma anche altre botteghe di quel nuovo artigianato leccese che una nuova generazione di artisti-artigiani sta promuovendo con la lavorazione di materiali del territorio in modo nuovo e innovativo.</p>
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		<title>Otranto</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Oct 2008 19:15:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Località]]></category>

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		<description><![CDATA[“Ti sveglierai sull’indaco del mattino quando la luce ha un piede in terra e l’altro in mare…” F. De André Otranto, la porta d’Oriente, il punto più ad est d’Italia, è da sempre stata considerata un ponte naturale tra Oriente ed Occidente, un crocevia di popoli, un coacervo di culture, un melting pot di tradizioni. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Ti sveglierai sull’indaco del mattino</p>
<p>quando la luce ha un piede</p>
<p>in terra e l’altro in mare…”</p>
<p>F. De André</p>
<p>Otranto, la porta d’Oriente, il punto più ad est d’Italia, è da sempre stata considerata un ponte naturale tra Oriente ed Occidente, un crocevia di popoli, un coacervo di culture, un melting pot di tradizioni.</p>
<p>La storia millenaria di Otranto, per la sua proiezione ad est, e&#8217; stata sempre caratterizzata dal suo rapporto con l&#8217;Oriente, vissuto a volte con terrore, per le continue scorribande dei saraceni culminate con il sacco della città nel 1480, e allo stesso tempo fonte inestimabile di cultura e progresso. Per difendersi dalle varie invasioni, provenienti quasi sempre dal mare, la città è stata fortificata da una cinta muraria, tuttora visibile e che si è perfettamente conservata, dal castello fortificato e dalle varie torri che serpeggiano la zona costiera .</p>
<p>Molte le dominazioni che si sono susseguite: Greci, Romani, Longobardi, Bizantini, Angioini, Aragonesi e Turchi.</p>
<p>Nel XI secolo, Otranto ebbe un lungo periodo di prosperità legata all&#8217;attività commerciale del suo porto e al transito dei Crociati, che viaggiavano per raggiungere la Terra Santa.</p>
<p>La cattedrale, in stile romanico, è il monumento che ha maggiormente risentito delle varie influenze che, nel bene e nel male, hanno caratterizzato la storia di Otranto. I diversi stili che la caratterizzano sono chiaramente visibili nell’architettura: il portale è barocco, il rosone è di derivazione gotico-siciliana, il soffitto della navata centrale è di stile moresco. All’interno, tutta l’area è caratterizzata da un pavimento rivestito di un vastissimo e prezioso mosaico, il più grande d’Italia, eseguito nel 1166 dal prete Pantaleone. La Cappella dei Martiri, sempre all’interno della cattedrale, conserva le ossa degli 800 martiri e, sotto l&#8217;altare, la pietra su cui le vittime furono decapitate; la stupenda cripta, vastissima, a cinque navate, con una selva di 42 colonne dai bellissimi capitelli.</p>
<p>La Chiesa di San Pietro (secoli X-XI ), è un piccolo gioiello di architettura bizantina, con tre piccole absidi ed una cupola cilindrica.</p>
<p>Il poderoso Castello fu eretto dagli Aragonesi nel 1485-1498, che lo dotarono dei torrioni angolari, venne poi rinforzato con baluardi dagli Spagnoli. Semplice nelle sue forme e massiccio al tempo stesso, il suo grande cortile interno è utilizzato, durante la stagione estiva, per iniziative culturali e d&#8217;arte.</p>
<p>Oggi Otranto è una delle mete più ambite del Salento. Il lungomare di sera si popola di persone, di luci, di note musicali, di tavolini all’aperto di ristoranti, pub e pizzerie. Passeggiare tra i vicoli del centro storico è davvero molto suggestivo. La storia della città riecheggia in ogni angolo dell’antico borgo affascinando il viaggiatore. La pavimentazione in pietra dei vicoli, le case bianche, i balconi fioriti, le finestre colorate, i profumi della cucina salentina, le piccole botteghe artigiane, i negozietti e l’odore del mare regalano intense emozioni e fanno di Otranto un piccolo gioiello orientale in uno scorcio salentino.</p>
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