Il Paradiso del barocco

lunedì, novembre 17, 2008 12:26
Categoria: Storie

Lecce, il “Paradiso del barocco”, ha da sempre affascinato i viaggiatori stranieri che l’hanno visitata, apprezzata e amata. Ecco cosa scriveva lo scrittore francese Bourget nel suo viaggio alla scoperta della Puglia:

“Se il leggendario stivale che costituisce l’Italia avesse lo sperone, la cara città dove scrivo queste righe occuperebbe proprio il posto della rotella. La chiamo cara per quanto non la conosca che da oggi, ma è un gioiello di città, tanto civettuola e tanto graziosa, e dio ne ho avuto il lampo di simpatia che si prova per le cose come per le persone. [...] Prima d’essere venuto qui, io non davo  che ai termini di barocco e di rococò se non un senso di cosa spiacevole e di pretenziosità. Lecce mi avrà rilevato che possono anche esser sinonimi di fantasia leggera, d’eleganza folle e di grazia felice. L’intera città non è che una scultura e un ornamento.

[...] L’occhio è ammaliato fino a essere abbacinato, lo spirito è preso fino al rapimento da questa ricercatezza di pietra che s’adagia come un merletto, come un ricamo su tutta la piccola città.  [...] Qui si sognano musiche leggiere, mascherate, feste facili e voluttuose. [...] Gli abitanti hanno una sobrietà di gesti che contrasta coi rumorosi popoli circonvicini. [...] Sono i moderni eredi dei coloni cretesi sbarcati con Idomeneo, e gli ultimi nipoti degli antichi sudditi di Dauno, il suocero di Diomede.”

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