Santa Maria di Leuca

“… e tornerà il bianco per un attimo a brillare
della calce, regina arsa e concreta…”

Finibusterrae – V. Bodini

Tra distese a perdita d’occhio di terra rossa e lo sguardo vigile di ulivi millenari, ecco scorgere Santa Maria di Leuca, dove da sempre si crede che il Mare Adriatico e il Mar Ionio si incontrano, l’ultimo lembo d’Italia.

De finibus terrae la chiamavano, infatti, gli antichi Romani.

La leggenda narra che qui viveva “Leucasia”, una sirena che incantava i naviganti di passaggio con le sue struggenti canzoni d’amore. E sempre secondo la leggenda, Enea approdò sulle coste leucane e San Pietro cominciò da qui la sua opera di evangelizzazione. Un luogo, quindi, affascinante, ricco di storia, torri, colombaie, menhir, grotte, ville che hanno contribuito a far crescere la notorietà di questo angolo di paradiso.
Eclettiche, infatti, le ville di Leuca dai grandi giardini, costruite nell’Ottocento per i soggiorni estivi dell’alta borghesia e della nobiltà: Villa Episcopo, La Meridiana, Villa Daniele, Villa Mellacqua, Villa De Francesco-Licci. Alcune possedevano a ridosso del mare delle piccole costruzioni, chiamate bagnarole, dove le donne si cambiavano e dall’interno sbucavano direttamente in acqua lontano da sguardi indiscreti.

Una scalinata di 284 gradini collega il porto al santuario della Madonna De Finibus Terrae facendo da cornice all’Acquedotto Pugliese che, terminando a Leuca, sfocia direttamente in mare. Su tutta la costa leucana svetta il grande faro bianco, alto 48.60 metri dalla base e 102 dal livello del mare, con i suoi tre fasci di luce bianca visibili fino a 25 miglia fuori dalla costa.

Il 14 febbraio del 2004, presso una delle ville più belle di Leuca, si è tenuta una grande cerimonia per la costituzione del “Principato di Leuca” costituito dalla Casa Imperiale e Reale di Svevia del Principe Paolo Francesco I Barbaccia degli Hohenstaufen col patrocinio del comune di Castrignano del Capo. Si tratta di un progetto creato sulla base di un nesso storico. Sulla bandiera del Principato è presente lo stemma dei Teutonici; gli stessi, infatti, insieme a Federico II e Re Manfredi sono stati protagonisti della sotria di Puglia  Il progetto prevede proprio la realizzazione di un tragitto territoriale dei Teutonici partendo da Kaliningrad, città della Russia occidentale, capitale dell’Ordine teutonico, e un gemellaggio dei due fari, quello di Santa Maria di Leuca e quello di Kaliningrad.

Il mare cristallino, la scogliera a tratti a strapiombo e le suggestive grotte dai nomi curiosi – grotta “del Bambino”, “delle Tre Porte”, “della Stalla”, “del Drago”, “dei Giganti”, “la Cattedrale” – rendono Leuca il luogo ideale per vivere fino in fondo il mare e scoprire la bellezza unica di questi anfratti. Alcune grotte, come la Porcinara e la grotta “del Diavolo”, custodiscono importanti iscrizioni greche e latine e reperti neolitici.
Due promontori abbracciano lo specchio d’acqua su cui si affaccia la “città bianca”: Punta Ristola e Punta Meliso, le ultime propaggini della penisola salentina, due giovani amanti, Aristula e Melisso, trasformati in roccia dalle ira della sirena Leucasia e costretti per l’eternità a guardarsi ma a non potersi più toccare.

Un’immersione nella storia, nella cultura marinaresca, nella mondanità dei suoi locali notturni, nella genuinità dei prodotti della sua terra e nelle sue acque cristalline: questo e tanto altro da scoprire!


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