Otranto

“Ti sveglierai sull’indaco del mattino

quando la luce ha un piede

in terra e l’altro in mare…”

F. De André

Otranto, la porta d’Oriente, il punto più ad est d’Italia, è da sempre stata considerata un ponte naturale tra Oriente ed Occidente, un crocevia di popoli, un coacervo di culture, un melting pot di tradizioni.

La storia millenaria di Otranto, per la sua proiezione ad est, e’ stata sempre caratterizzata dal suo rapporto con l’Oriente, vissuto a volte con terrore, per le continue scorribande dei saraceni culminate con il sacco della città nel 1480, e allo stesso tempo fonte inestimabile di cultura e progresso. Per difendersi dalle varie invasioni, provenienti quasi sempre dal mare, la città è stata fortificata da una cinta muraria, tuttora visibile e che si è perfettamente conservata, dal castello fortificato e dalle varie torri che serpeggiano la zona costiera .

Molte le dominazioni che si sono susseguite: Greci, Romani, Longobardi, Bizantini, Angioini, Aragonesi e Turchi.

Nel XI secolo, Otranto ebbe un lungo periodo di prosperità legata all’attività commerciale del suo porto e al transito dei Crociati, che viaggiavano per raggiungere la Terra Santa.

La cattedrale, in stile romanico, è il monumento che ha maggiormente risentito delle varie influenze che, nel bene e nel male, hanno caratterizzato la storia di Otranto. I diversi stili che la caratterizzano sono chiaramente visibili nell’architettura: il portale è barocco, il rosone è di derivazione gotico-siciliana, il soffitto della navata centrale è di stile moresco. All’interno, tutta l’area è caratterizzata da un pavimento rivestito di un vastissimo e prezioso mosaico, il più grande d’Italia, eseguito nel 1166 dal prete Pantaleone. La Cappella dei Martiri, sempre all’interno della cattedrale, conserva le ossa degli 800 martiri e, sotto l’altare, la pietra su cui le vittime furono decapitate; la stupenda cripta, vastissima, a cinque navate, con una selva di 42 colonne dai bellissimi capitelli.

La Chiesa di San Pietro (secoli X-XI ), è un piccolo gioiello di architettura bizantina, con tre piccole absidi ed una cupola cilindrica.

Il poderoso Castello fu eretto dagli Aragonesi nel 1485-1498, che lo dotarono dei torrioni angolari, venne poi rinforzato con baluardi dagli Spagnoli. Semplice nelle sue forme e massiccio al tempo stesso, il suo grande cortile interno è utilizzato, durante la stagione estiva, per iniziative culturali e d’arte.

Oggi Otranto è una delle mete più ambite del Salento. Il lungomare di sera si popola di persone, di luci, di note musicali, di tavolini all’aperto di ristoranti, pub e pizzerie. Passeggiare tra i vicoli del centro storico è davvero molto suggestivo. La storia della città riecheggia in ogni angolo dell’antico borgo affascinando il viaggiatore. La pavimentazione in pietra dei vicoli, le case bianche, i balconi fioriti, le finestre colorate, i profumi della cucina salentina, le piccole botteghe artigiane, i negozietti e l’odore del mare regalano intense emozioni e fanno di Otranto un piccolo gioiello orientale in uno scorcio salentino.


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